Book: Personalità Patologiche
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di Antonio Sammartino
Essenzialmente la personalità si basa su modi costanti di percepire, di rapportarsi e di pensare nei confronti degli altri e di sé stessi. Attualmente non esiste un modello unificato per definire la personalità normale o patologica.
I modelli più diffusi sono il Big Five e l’Hexaco. Il primo è definito dalle seguenti caratteristiche: apertura mentale, coscienziosità, estroversione, empatia, nevroticismo, mentre il secondo è definito da Onestà-Umiltà, Emotività, Estroversione, Amabilità, Coscienziosità e Apertura all’esperienza.
Un ulteriore modello è l’indicatore di personalità di Myers-Briggs basato sulla teoria dei tipi psicologici di Carl Gustav Jung che identifica 16 tipi basati su quattro dimensioni: Introversione-Estroversione, Sensazione-Intuizione, Ragionamento-Sentimento, Giudizio/Percezione.
Un disturbo della personalità è un insieme di esperienze interiori e di comportamenti che deviano rispetto agli standard culturali e sociali. Emergono subito dopo l’adolescenza. Non comportano sintomi particolari, ma i tratti della personalità diventano rigidi e immodificabili, causando disagi o danni alla persona stessa o a chi vive intorno ad essa.
I principali disturbi della personalità sono:
Il Disturbo Paranoide. Essenzialmente si basa sulla sfiducia e sospettosità. Le persone generalmente sono percepite come minacciose, anche in assenza di elementi oggettivi.
Il Disturbo Schizoide si manifesta con un marcato di distacco dalle relazioni sociali, con scarsa partecipazione emotiva. Preferiscono la solitudine piuttosto che stare con altre persone.
I
ll Disturbo Schizotipico si caratterizza per la presenza distorti ed eccentrici comportamenti, con deficit sociali ed interpersonali. Sono persone superstiziose, pervase dal pensiero magico. Possono avvertire la presenza di entità inesistenti o una voce che mormora il loro nome.
Il Disturbo Antisociale è caratterizzato da inosservanza e violazione dei diritti altrui. Le principali caratteristiche di questa personalità sono disonestà, manipolazione, menefreghismo e aggressività. Non rispettano i diritti, i desideri e i sentimenti degli altri.
Il Disturbo Borderline si caratterizza per una marcata impulsività e un’alta instabilità delle relazioni interpersonali, dell’autostima, dell’umore. Le persone con questo disturbo non tollerano stare da soli, perché l’abbandono è percepito come una grave minaccia a cui rispondono con rabbia o rilevanti alterazioni dell’umore, spesso accompagnati a scompensi cognitivi e comportamentali.
Il Disturbo Passivo/Aggressivo. La caratteristica prevalente è data dal negativismo e resistenza passiva sia in varie situazioni sociali che lavorative. Sono individui rancorosi, irascibili, impazienti e litigiosi, ma raramente questi sentimenti emergono. La loro inefficienza è voluta e cercata.
Il Disturbo Istrionico si caratterizza per manifestazioni emotive eccessive e comportamenti con cui cercano di ottenere ad ogni costo attenzione. Pur di essere al centro dell’attenzione cercano di sedurre e ad affascinare.
Nel Disturbo Narcisistico i parametri più significativi sono la grandiosità, la necessità di ammirazione e la mancanza di empatia. Le persone narcisiste si sentono superiori agli altri e si aspettano di essere riconosciuti come tali con richieste spesso, di eccessiva ammirazione.
Il Disturbo Evitante si caratteristica per il senso di svalutazione e di inadeguatezza in varie situazioni sociali. Il rifiuto o la disapprovazione sono temuti e accuratamente evitati. Appaiono timidi o riservati. Si legano alle persone solo se sono certi di piacere e di essere accettati. Nelle relazioni intime, hanno un costante bisogno di rassicurazione e accettazione incondizionata.
Il Disturbo Dipendente si caratterizza per la ricerca di sottomissione e dipendenza relazionale da parte della persona che è disposta a tutto pur di ottenere accudimento e supporto.
Il Disturbo Ossessivo Compulsivo si caratterizza per l’esagerata preoccupazione per l’ordine e il perfezionismo. Le persone sono poco flessibili. Credono di avere sempre ragione e che un compito, per essere svolto bene, deve essere effettuato in prima persona.